Comune di Sant'Andrea di Conza

Storia del comune

Sant’Andrea di Conza è ubicato nell’alta valle dell’Ofanto lungo la Via Appia 7, ed è situato tra il Monte Calvo e la Cresta Cesina sotto il costone roccioso della Serra la Serpa.
Le prime costruzioni furono realizzate da un nucleo di conzani, stabilitisi poco lontano dalla città di origine per svolgere attività agricole di vario tipo in un territorio ricco di acqua e dotato di un clima migliore, attorno ad una chiesetta dedicata all’Apostolo Andrea (che ha dato il nome a tutto il casale).
Nel XII secolo Gionata, Conte di Conza e di Carinola, discendente della famiglia normanna che possedeva tutta la valle superiore dell’Ofanto, insieme alla moglie Stefania ed ai figli Riccardo e Goffredo, donò a S.Maria dell’episcopio di Conza la chiesa di S.Andrea situata tra il territorio della città di Conza ed il Castello di Pescopagano, per la redenzione delle anime della sua famiglia, per il sostentamento dei chierici e per assicurare agli Arcivescovi una degna sede e piena libertà nel ministero pastorale, dando loro il potere civile misto e criminale, ossia il potere temporale, sul feudo di S.Andrea.
Il re Ladislao e la regina Giovanna per primi, il re Ferdinando nel 1465, Carlo V nel 1536 riconobbero il privilegio contenuto nell'atto di donazione e non tassarono nel cedolario l’Università di S.Andrea, in quanto i cittadini erano costretti a pagare la decime sui beni di produzione all’Arcivescovo feudatario.
Da allora e sino alla soppressione della feudalità il casale di S.Andrea è stato sotto il dominio della Mensa Arcivescovile di Conza.
Nel 1560 l’Arcivescovo Girolamo Muzzarelli ottenne dalla “Regia Camera della Sommaria di Napoli” la conferma della esenzione delle tasse per l’Università di S.Andrea.
Sul finire del XVI secolo operava in S.Andrea una comunità di Francescani Riformati Minori, particolarmente devoti all’Immacolata, che nei primi anni del 1600 fondò un convento. L’opera fu realizzata nel luogo ove preesisteva la chiesa rurale di S.Maria della Neve.
Durante il XVI secolo gli Arcivescovi riaffermarono la giurisdizione civile stabilendo la loro sede nel palazzo baronale di S.Andrea, fortilizio turrito, edificato contro le scorrerie di briganti, che divenne, così, episcopio.
Nel 1647 l’Arcivescovo Ercole Rangone difese la giurisdizione civile di S.Andrea a danno dei signori feudali e della stessa Università che cercava di scaricarsi dalle imposte, minacciando scomuniche contro coloro che la usurpavano.
Nel 1676 S.Andrea passava alla famiglia Mirelli dopo essere stata un feudo della famiglia Ludovisi.
In seguito all’acquisto della giurisdizione criminale da parte della Mensa arcivescovile, in S.Andrea si insediò una piccola corte di giustizia, affidata ad un ecclesiastico o ad un giudice laico, per crimini e reati locali.
Il XVI e XVII secolo furono per S.Andrea periodo di grande crescita urbana.
Sul finire del XVII secolo l’Arcivescovo Gaetano Caracciolo, dei Duchi di Belcastro, eletto vescovo da Papa Innocenzo XI nel 1682, fece costruire la chiesa di S.Michele, vice-cattedrale diocesana, arredandola con le preziose tele di Andrea Miglionico, pittore del seicento, allievo di Luca Giordano; qui fu deposto dopo la sua morte nel 1709 fino a quando, nel 1819, le sue spoglie furono collocate nel sepolcro dei due Arcivescovi della famiglia Nicolai. A Monsignor Caracciolo si deve, inoltre, la costruzione del Seminario, di cui gli Arcivescovi Francesco Nicolai prima e Giuseppe Nicolai dopo ampliarono e migliorarono le strutture, dotandolo anche di una ricca biblioteca.
Il paese fu sconvolto da gravi terremoti nel 1694 e nel 1732.
Nella prima metà del 1700, ad iniziativa dei cittadini e su autorizzazione dell’Arcivescovo Francesco Nicolai, fu ricostruita la chiesa diroccata dedicata all’Apostolo Andrea, il più antico edificio di culto dedicato al Santo gravemente danneggiato dal sisma del 1694, ribattezzata chiesa della Congregazione dell’Immacolata e conosciuta ancora oggi come “Chiesa della Congrega”.
Solo alla fine del XVIII secolo, dopo numerose dispute tra l’Universita’ di S.Andrea e l’Arcivescovo di Conza sull’esazione delle decime di ogni prodotto sul territorio di S.Andrea e fuori, Monsignor Ignazio Andrea Sambiase rinunciò alla giurisdizione baronale del feudo che fu incorporato, così, al Regio Demanio con Dispaccio del 26 novembre 1791.
Con la venuta dei francesi e la costituzione della Repubblica Partenopea, il paese fu inserito nel dipartimento dell’Ofanto con capitale Foggia, nel cantone di Pescopagano.
Nella prima metà del XIX secolo l’Arcivescovo Michele Arcangelo Lupoli, autore tra l’altro anche di scritti letterari e teologici, fece del seminario un vero e proprio centro di formazione e di iniziative religiose e civili, dopo averlo fatto riedificare e rimodernare.
Nel tempo, a più riprese, il territorio di S.Andrea e quello dei paesi limitrofi fu infestato di briganti. Tra Cairano e Conza ebbe il suo covo il celebre capobanda lucano Carmine Cruocco, soprannominato “Donatelli”, che scorrazzò per anni anche per le campagne di S.Andrea.
Nella seconda metà dell’Ottocento gli Arcivescovi Gregorio De Luca e Salvatore Nappi portarono a compimento importanti opere di restauro e di ampliamento del seminario.
L’Episcopio fu abbandonato come sede arcivescovile nel 1922 e fu adibito successivamente a vari usi (sede del Municipio, di una sezione staccata della Pretura, delle scuole), finché nel giugno del 1976 fu acquistato dall’Amministrazione comunale.
Fatti gli opportuni restauri, i giardini dell’episcopio sono stati adibiti a centro di promozione sociale e culturale di grossa eco in tutta la zona.